Trascendance

I palchi invisibili

28-10-2021 • 2 mins

Matteo Valentini ci guida nel mondo metal di 𝗧𝗿𝗮𝘀𝗰𝗲𝗻𝗱𝗮𝗻𝗰𝗲.
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Al mio ingresso nel mondo di Trascendance, trovo una luce accecante circondare due figure umane sul palcoscenico. Sono un uomo e una donna seduti su un letto sfatto, bianco come i loro corpi seminudi. Il colore, contrastante con l’oscurità della platea, non ha nulla del candore e della purezza a lui di solito associati, ma richiama piuttosto la sterilizzazione di una sala operatoria e la cupezza di un obitorio.

In occasione dei frequenti cambi scena che punteggiano tutta la sessione di prove, regalando brevi attimi di buio totale, i due attori si esercitano a cambiare abito o posizione il più rapidamente possibile. “Dovete dirmi se vi serve tempo, perché il mio lavoro è darvelo”: mentre si sposta da un lato all’altro della platea, la regista Serena Sinigaglia ripete incessantemente questa frase. Il suo compito dichiarato non è solo quello di dettare il ritmo allo spettacolo, ossia di fare in modo che i movimenti sulla scena combacino con la musica che riecheggia in sala, ma soprattutto quello di strappare a sé il tempo e di piegarlo alla propria volontà.

L’atmosfera forense che aleggia sul mondo di Trascendance prevederebbe l’azzeramento di qualsiasi attività che non fosse quella microbiologica della decomposizione dei corpi. Un grado zero dell’espressione, del movimento e dello scorrere delle cose. Sinigaglia, tuttavia, non si abbandona all’atmosfera a cui lei stessa ha dato forma, ma contratta strenuamente con il tempo a sua disposizione e con gli elementi che vi si muovono all’interno, ora slargando il primo ora velocizzando i secondi: il mondo in cui si trova è una sala di montaggio e lei ne è la direttrice.
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"Trascendance" di Sabrina Mahfouz
Regia Serena Sinigaglia
Traduzione Monica Capuani
Interpreti Lucia Limonta, Edoardo Roti
Assistente alla regia Carlo Orlando
Video Anna Frigo, Michele Innocente
Luci Aldo Mantovani
Costumi Katarina Vukcevic
direttore di scena Salvatore Arena
elettricista Lorenzo Maugeri
fonico Claudio Torlai
operatore video Luca Nasciuti
sarte Annalisa Recchioni, Angela Siviero
produzione Teatro Nazionale di Genova